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Cos’è il P.E.G. (Progetto Educativo di Gruppo)…

“Il progetto educativo di gruppo, elaborato dalla Comunità capi (Co.Ca., ndr) assicura l’unitarietà della proposta educativa dell’Associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell’ambiente in cui il gruppo vive.” (art. 5 Regolamento Metodologico)

Questo progetto vuole essere il percorso comune da seguire al fine di raggiungere obiettivi condivisi nell’educazione dei ragazzi. È uno strumento educativo che vuole rendere la proposta scout integrata nell’ambiente in cui viviamo e operiamo. Al tal proposito non vuole essere né un semplice schema delle attività dei prossimi anni, né una rielaborazione ideale del metodo scout.

A partire da un’analisi della realtà che ci circonda abbiamo scelto gli obiettivi prioritari in questo momento storico ed alcuni strumenti che riteniamo preziosi per perseguirli. Il PEG è considerato una strumento di applicazione in un contesto dinamico, quale è il gruppo, con i ragazzi che lo compongono e le loro problematiche legate alla crescita. Pertanto, proprio in quanto applicato ad una realtà mutevole, deve essere suscettibile di analisi continua, e deve rendere possibile l’adeguamento costante.

Essendo un progetto comune alle tre branche (L/C, E/G, R/S), non contiene strumenti specifici. Ogni unità, di anno in anno, declinerà gli obiettivi comuni nel proprio programma dell’anno scegliendo gli strumenti appropriati per ciascuna branca. Alla chiusura dell’anno, durante una attività di Co.Ca. se ne verificherà il grado di attuazione, e la rispondenza alle esigenze del momento di crescita dei ragazzi, ponendo comunque attenzione al campo estivo, che viene considerato il corretto coronamento o momento privilegiato di verifica dell’anno. Dopo il campo estivo, a riapertura dell’anno, si aggiornerà la verifica in base agli eventuali sviluppi creatisi al campo estivo. La comunità capi rivedrà comunque il progetto educativo ogni volta che lo crederà necessario.

Il metodo di verifica ed eventuale rinnovo, è basato sul confronto dei programmi delle singole unità, le problematiche affrontate e ricercando le possibili sinergie, soprattutto nel passaggio di unità.

[...]

Gli Obiettivi Educativi

Stile scout

Con ‘stile scout’ non intendiamo riferirci soltanto ad aspetti come l’uniforme ma globalmente al modo di vivere le attività. Essere inseriti in una comunità implica il fatto di conoscerne e rispettarne i tempi e le regole. Essi non sono fini a se stessi ma permettono di condividere esperienze arricchenti per tutti. Innanzitutto è necessario prepararsi adeguatamente per un’attività e curare in modo opportuno il materiale proprio e della comunità.  In particolare occorre avere l’equipaggiamento appropriato per camminare in montagna o vivere l’avventura. Inoltre partecipando ad un’attività bisogna rispettare le regole del gioco. Ogni unità si dà delle regole per stare insieme, che vanno comprese e sentite come importanti anche per sé. Infine in attività si acquisiscono competenze reali, attingendo all’esperienza di altri, mettendosi alla prova e quindi al servizio della comunità. 

in sintesi:

Stile scout

  1. Importanza delle regole
  2. Materiale adeguato alle attività
  3. Competenza “reale” 

Strumenti comuni: 

  • Valorizzazione delle regole delle varie unità puntando su condivisione e consapevolezza a seconda delle età a partire dalla Legge e dalla Promessa Scout
  • Dedicare del tempo alla preparazione e alla cura del materiale, sia esso del singolo che del gruppo
  • Informare e informarsi sul materiale necessario all’attività
  • Coinvolgimento di esterni competenti
  • Far puntare in alto i ragazzi valorizzando i loro talenti

Importanza del tempo

Pensiamo che a Milano oggi il tempo sia una sfida molto impegnativa. Immersi in un flusso di eventi diventa assolutamente necessario essere capaci di gestire e organizzare al meglio il proprio tempo. Pensiamo quindi di utilizzare le attività come palestra per imparare a progettare la propria vita. A tal fine intendiamo coltivare la qualità dell’impegno: un’esperienza significativa è fatta da tempi che non sono necessariamente lunghi ma che sono scelti e progettati con cura. La presenza di ognuno è necessaria per la vita della comunità. Per il singolo d’altra parte è importante esserci con fedeltà e impegno. Inoltre la complessità in cui viviamo rende difficile per un ragazzo fare esperienza di reale autonomia, che invece è fondamentale per la crescita di ognuno. Intendiamo quindi valorizzare, nei modi adeguati all’età, esperienze autentiche di autonomia.

In sintesi: 

Importanza del tempo

  1. Presenze
  2. Valorizzazione del tempo mentre si è in attività
  3. Valorizzazione dei momenti di autonomia

Strumenti comuni:

  • Coltivare il protagonismo dei ragazzi
  • Fare attenzione alla qualità più che alla quantità delle attività
  • Fare attenzione all’organizzazione e ai tempi delle attività
  • Valorizzare il lavoro in pattuglie, squadriglie, sestiglie

Servizio

Baden Powell dice: “Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri”. La vita della comunità è una preziosa occasione per sperimentarlo. Fin da bambini è possibile avere occasioni in cui “fare servizio”, avvicinandosi al prossimo seguendo l’esempio di Gesù. Una comunità accogliente e attenta a ciascuno permette di accorgersi della ricchezza che tutti portano con sé ed è capace di aprirsi al mondo ed entrare in relazione con le realtà che la circondano. Confidiamo che queste esperienze siano un primo passo affinché il servizio diventi una scelta fondante nella vita dei ragazzi. 

In sintesi:

Servizio

  1. Attenzione agli altri
  2. Costruzione di una comunità accogliente e attenta a ciascuno
  3. Apertura ai bisogni della realtà che ci circonda

Strumenti comuni:

  • Buona Azione 
  • Coltivare un clima positivo e accogliente all’interno delle unità
  • Fare esperienze di ‘cura’ dell’altro
  • Aprirsi al territorio e collaborare con le associazioni di volontariato
  • Priorità ai servizi extra associativi nel territorio, coltivando le relazioni con le associazioni vicine

Obiettivi che non vanno mai abbandonati...

Educare alla fede

Per educare alle fede nel prossimo triennio abbiamo deciso di utilizzare alcuni strumenti trasversali alle tre branche. 

Dal primo anno
Ogni unità avrà, all’interno del proprio programma di unità, una parte dedicata alla crescita nella fede, costruita con l’aiuto dell’Assistente Ecclesiastico.
La Comunità Capi sarà occasione per momenti di crescita e formazione del ‘capo catechista’ e di condivisione attraverso lo strumento della lectio.

Nell’arco dei tre anni, Costruzione di momenti di scambio e condivisione dell’esperienza di fede tra le branche

Mantenimento e Sviluppo

Al fine di mantenere i numeri attuali del gruppo riteniamo fondamentale avere un progetto di sviluppo. Per questo coltiviamo il sogno dell’apertura di una seconda unità L/C, che consentirebbe, in prospettiva, di allargare la proposta scout, mantenere il gruppo in salute, evitare squilibri nelle unità e permettere un naturale ricambio di capi. 

Questi sono gli strumenti che ci proponiamo di utilizzare fin da subito: 
Curare con attenzione gli ingressi nelle unità, in particolare in branco, attenti alla sostenibilità della conduzione delle unità
Avere cura del passaggio dal branco al reparto, sia per i genitori che per i ragazzi
Coinvolgere con opportuni eventi le persone che possano essere interessate ad entrare nella Comunità Capi
Garantire un’esperienza di Comunità Capi arricchente per ciascuno

Genitori

Convinti che la corresponsabilità con i genitori sia imprescindibile per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo educativo, nei prossimi tre anni ci proponiamo di coltivare una relazione positiva e reciprocamente arricchente con le famiglie dei nostri ragazzi. 

Quindi, fin da quest’anno vogliamo:
vivere momenti conviviali che permettano ai genitori di conoscersi tra loro e con i capi
valorizzare i momenti della veglia di Natale e dell’uscita di gruppo
dove abbia senso, coinvolgere i genitori in alcune attività

Più a lungo termine vorremmo creare delle occasioni per raccontare il metodo scout, soprattutto negli aspetti che possano risultare critici per un genitore.

Gruppo Scout Milano 20